Il Seminario Vescovile

Il Seminario Vescovile


Sito ufficiale:
www.seminarioaversa.com
Per contatti:
seminarioscuola@virgilio.it

La realtà del Seminario Vescovile si presenta vasta e variegata sia per la diversità di età dei frequentanti che per le attività che in esso si svolgono. Centro di tutte le attività vocazionali, offre all’intera diocesi molteplici occasioni di esperienze di cultura, di fede e di vocazioni. Impegnato a diventare sempre più un cenacolo di cultura e di spiritualità, bello nella struttura ed efficace nella proposta formativa, semina a piene mani, incontrando famiglie, giovani, adolescenti, ministranti, portando l’annuncio vocazionale nelle comunità parrocchiali ed offrendo agli alunni momenti forti di preghiera e di catechesi, insieme ad un intenso bagaglio culturale.
Attraverso diverse attività di carattere spirituale e catechetico si cerca, infatti, di raggiungere ogni età e proporre a tutti un cammino vocazionale. L’anno pastorale ha così una fase di semina e di raccolta, per usare l’immagine biblica del Seminatore. La semina è rappresentata inizialmente dalle veglie vocazionali nelle otto foranie in cui si invitano i fedeli a riflettere sulla vita del Seminario, a pregare per le vocazioni e a “dire” la scelta vocazionale. A ciò si aggiungano le giornate diocesane per i giovani in cui, con l’Arcivescovo e con l’intervento di qualificati relatori, si riflette sulle scelte vocazionali. Dopo questa prima fase inizia il tempo della raccolta quando, con incontri mensili, si accompagnano i giovani interessati a un cammino vocazionale nel discernimento della volontà di Dio.
La particolare cura rivolta ai ministranti è la novità degli ultimi anni: gli adolescenti che già fanno servizio parrocchiale, hanno avuto modo di confrontarsi con i seminaristi, di dialogare con l’equipe educativa del Seminario e conoscere da vicino, anche mediante la progettazione di momenti ludici e sportivi, in agape fraterna, la comunità nella quale un giorno potrebbero chiedere di entrare.
Inoltre i buoni e proficui rapporti con la pastorale giovanile e familiare delle otto foranie hanno contribuito ad intessere relazioni umane significative in un clima di cooperazione alle tante attività, di partecipazione ai momenti liturgici, di condivisione del progetto di vita

Il seminario vescovile si presenta cosi strutturato:
A. Scuola apostolica
Il cammino che concerne i ragazzi della scuola media tende inizialmente a considerare, per un’educazione dell’individuo nella vita di gruppo, i cardini di un discorso primariamente umano: l’accoglienza, il confronto, l’altrui diversità vista come fonte di ricchezza personale e comunitaria. Le catechesi settimanali sono incentrate sull’Eucaristia, mediante le quali i ragazzi sono gradualmente accompagnati nella scoperta della figura di Gesù fonte di comunione e di esperienza concreta di fraternità. Il percorso formativo della II media si snoda puntando principalmente sulla realtà dei sacramenti, segni della presenza e dell’amore di Dio per l’uomo. La conclusione del cammino della Scuola Apostolica, per i ragazzi della III media, è incentrata infine sull’esperienza prettamente vocazionale, guidando i ragazzi ad aprire il loro cuore alla chiamata del Signore per realizzare il progetto di Dio. Essi comprendono così come la loro vita è un dono di Dio, che non va sprecato in cose effimere, ma mettendolo a servizio degli altri.

B. Ginnasio-liceo
Il cammino formativo degli adolescenti che condividono l’esperienza del Seminario contempla più fronti di interesse e di lavoro: da un lato, frequentando il liceo classico paritario “Innico Caracciolo” interno alla struttura, è richiesto a ciascuno un serio ed impegnativo onere scolastico; dall’altro, condividendo gran parte della settimana (precisamente dalla domenica sera al sabato mattina al termine delle lezioni scolastiche), è proposta loro un’esperienza di vita comunitaria e di preghiera. Il tutto è, infine, inserito in un adeguato cammino di ri-scoperta della fede proporzionato alla loro età nonché, per i più grandi, in un graduale itinerario di discernimento vocazionale al fine di far maturare in loro una scelta in conformità alla propria coscienza.
La vita quotidiana si snoda secondo una tipologia familiare e ruota intorno a tre punti cardine: la vita fraterna, lo studio, la preghiera e la formazione spirituale.
La vita fraterna: si pone al primo posto, in quanto caratterizza tutti gli altri aspetti del vissuto (dallo studio, al gioco, alla preghiera stessa, alle varie attività che si alternano quotidiano). Essa prevede numerosi spazi e tempi per la condivisione: il pasto in comune; il lavoro secondo turni di servizio alla mensa, al servizio ecologico, alla pulizia della cappella; il gioco durante l’orario di ricreazione nella sala dell’oratorio, nel chiostro del seminario o al campetto di sportivo. Tutta la giornata è regolata dal fare comunione, con le inevitabili difficoltà di gestire il tempo comune e il diverso temperamento di ciascuno, ma anche con le gioie di un’esperienza bella ed entusiasmante.
Lo studio: è l’impegno più oneroso per i giovani, nonché il banco di prova per la serietà del loro cammino di formazione. È, inoltre – è necessario dirlo – anche l’ambito di maggiori premure da parte dei familiari, interessati indubbiamente al buon esito scolastico dei loro figli. Allo studio è riservato interamente il pomeriggio, con la particolare assistenza di educatori che garantiscono il clima adatto per una concentrazione proficua e anche un aiuto nell’affrontare eventuali difficoltà di metodo o di apprendimento.
La preghiera e la formazione spirituale è la dimensione più importante nella vita quotidiana del seminarista, anche se apparentemente più limitata nei tempi rispetto ad altre attività. Non è, infatti, tanto in ordine al tempo dedicato, quanto al significato che essa ha per la vita comune, ciò che la rende insostituibile e necessaria. Ad essa si ricorre il mattino, prima di colazione, e a sera, prima di cenare. Sono inoltre, nell’arco della settimana, numerosi i momenti di raccoglimento e di preghiera: l’adorazione eucaristica, la recita del santo rosario, la meditazione della Parola, nonché la partecipazione giornaliera alla santa Eucarestia, cuore della vita del Seminario, con la possibilità di accostarsi frequentemente al sacramento della riconciliazione per la presenza di più confessori. A questi momenti comuni si affianca l’impegno della preghiera personale, secondo la sensibilità, l’esigenza e soprattutto la maturità di ognuno. La formazione spirituale, infine, primo interesse in ordine d’importanza, si scandisce in modo particolare in due momenti: la catechesi settimanale secondo età (il gruppo del Ginnasio segue un itinerario di incontri sul Catechismo della Chiesa Cattolica; il gruppo del Liceo, invece, settimanalmente è stimolato a riflettere sul Vangelo della domenica) e l’incontro periodico con il padre spirituale.
L’intero orientamento della vita in seminario, come può risultare chiaramente da quanto detto, è finalizzato ad assicurare ai ragazzi un clima sereno ma impegnativo, severo ma animato da alti ideali di formazione sul versante scolastico, umano e spirituale.

C. Anno propedeutico
Secondo le indicazioni della PDV al numero 62 che afferma:“la finalità e la configurazione educativa specifica del seminario maggiore esigono che i candidati al sacerdozio entrino con una qualche preparazione previa…È utile che sia un periodo di preparazione umana, cristiana, intellettuale e spirituale per i candidati al seminario” il Seminario vescovile già da diversi anni, per rispondere a tali esigenze e per aiutare i giovani a discernere con più chiarezza la chiamata al sacerdozio ministeriale, colmando, dove sia necessario, quelle lacune di ordine spirituale, umane e culturali, propone un cammino cosi articolato:
- un primo periodo dove i giovani, presentati dai parroci, attraverso colloqui e incontri di catechesi, sono guidati a verificare e rafforzare le motivazioni della vocazione al sacerdozio.
- un secondo periodo, residenziale, da settembre a giugno, in cui i giovani in maniera più intensa approfondiscono la formazione umana, spirituale, pastorale e culturale.
In questo secondo periodo essi fanno esperienza di vita fraterna, di preghiera, di studio, di servizio e di carità. Possiamo citare i ritiri mensili, gli esercizi spirituali annuali, le catechesi settimanali, il servizio di carità presso il “Cottolengo” presente in diocesi ecc.
Tutto ciò in un clima di profonda esperienza spirituale perché, come nella prima comunità apostolica, imparino innanzitutto a “stare con Lui”.
La formazione proposta mira cosi ad aiutare i giovani a scoprire, leggere e identificare le tracce di Gesù nella propria vita, e a seguirle. È ben necessario, tenendo conto molte volte delle motivazioni poco solide di chi chiede di entrare in Seminario, che la Chiesa prima di accogliere un giovane sia preoccupata di verificarne a fondo l’idoneità. I criteri per un retto discernimento sono abbastanza chiari e difatti già i padri conciliari nel decreto Optatam Totius imponevano con rigore la seguente riflessione: «Con vigile cura, proporzionata all'età dei singoli e al loro sviluppo, si indaghi sulla retta intenzione e la libera volontà dei candidati, sulla loro idoneità spirituale, morale e intellettuale, sulla conveniente salute fisica e psichica, considerando anche le eventuali inclinazioni ereditarie. Si ponderi altresì la capacità dei candidati a sopportare gli oneri sacerdotali e a esercitare i doveri pastorali» (OT 6).

D. Sesto anno

Terminato il quinquennio filosofico – teologico presso i Seminari Maggiori, i seminaristi ritornano in diocesi e completano, presso il Seminario Vescovile, l’itinerario formativo in vista del sacramento dell’Ordine. Si preparano cosi a servire la propria Chiesa diocesana. L’itinerario formativo del sesto anno è orientato a far sì che i candidati facendo sintesi di tutto il cammino precedente, arrivino ad essere maestri della Parola, ministri dei Sacramenti e guide della Comunità. Il cammino formativo si struttura intorno a tre realtà: lo studio con il biennio di specializzazione, un’intensa attività pastorale nelle parrocchie della diocesi e l’accompagnamento dei ragazzi della scuola apostolica nel loro cammino di crescita umana, culturale e spirituale, seminando e curando in essi i semi della vocazione sacerdotale.