Oggi, presso l’Episcopio di Aversa, è stato mosso un passo fondamentale per il benessere della nostra comunità. È stato ufficialmente sottoscritto il Protocollo d’Intesa finalizzato a contrastare le dipendenze patologiche e i comportamenti a rischio. L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che sfide come l’uso di sostanze, il gioco d’azzardo e l’abuso tecnologico richiedono un’alleanza forte tra istituzioni sanitarie e realtà sociali.
Alla firma erano presenti: S.E. Mons. Angelo Spinillo, Vescovo di Aversa; Il Dott. Luigi Castellone, Direttore del Dipartimento di Prevenzione (delegato dalla Direttrice Generale, Dott.ssa Monica Vanni); Il Dott. Vincenzo Lamartora, Direttore del Dipartimento Dipendenze Patologiche.
In linea con il Piano Regionale della Prevenzione, l’accordo trasformerà le parrocchie in presidi strategici sul territorio. L’obiettivo è formare educatori e operatori parrocchiali affinché possano intercettare precocemente il disagio e sostenere le famiglie.
I dettagli del Protocollo
L’accordo non rappresenta soltanto un adempimento formale, ma esprime una scelta precisa e lungimirante: camminare insieme come istituzioni al servizio della stessa comunità, riconoscendo che le fragilità contemporanee, e in particolare il fenomeno delle dipendenze, non possono essere affrontate in modo frammentario o isolato. Il Protocollo nasce, infatti, dalla consapevolezza che le dipendenze patologiche, incluso il gioco d’azzardo, costituiscono un problema sociale e sanitario in costante crescita, capace di colpire diverse fasce della popolazione e di produrre conseguenze profonde sulla salute fisica, mentale, relazionale e familiare delle persone. Proprio per questo si afferma con chiarezza il valore della collaborazione tra Diocesi e ASL per il benessere integrale della persona, attraverso l’integrazione di risorse, competenze e capacità operative nel rispetto delle reciproche responsabilità istituzionali.
Il Protocollo si inserisce inoltre in un quadro normativo e programmatorio ben definito, richiamando Piano Regionale della Prevenzione 2020–2025, il progetto definitivo “Dipendenze” approvato dall’ASL Napoli 2 Nord, la normativa regionale sul disturbo da gioco d’azzardo e il Piano di Azione Nazionale 2022–2025, che prevede l’istituzione di una rete territoriale permanente sulle dipendenze comportamentali.
Uno degli aspetti più significativi dell’accordo è il riconoscimento delle parrocchie come luoghi educativi e relazionali strategici, capaci di intercettare bisogni, accompagnare percorsi di crescita e sostenere il tessuto familiare e comunitario. Per questo, il Protocollo punta non soltanto a trasmettere informazioni corrette e scientificamente fondate sul tema delle dipendenze, ma anche a formare chi forma: educatori, operatori, animatori, accompagnatori di gruppi, responsabili di cammini giovanili e adulti, persone impegnate a vario titolo nella vita delle comunità ecclesiali. L’obiettivo dichiarato è l’attivazione di percorsi formativi per la promozione della salute e la prevenzione dei comportamenti a rischio, mediante la condivisione di conoscenze specifiche e strumenti di intervento da mettere a servizio della comunità parrocchiale.
In questa prospettiva, il Protocollo assume un valore culturale oltre che operativo: prevenire non significa soltanto contrastare un fenomeno quando è già conclamato, ma creare contesti educativi più consapevoli, più competenti e più capaci di custodire la persona. Per questo appare centrale il riferimento al potenziamento delle life skills, cioè di quelle competenze umane, relazionali, affettive, decisionali e sociali che aiutano bambini, adolescenti, giovani e adulti a gestire le difficoltà, a riconoscere i rischi, a sviluppare senso critico, autocontrollo, responsabilità e capacità di chiedere aiuto.
A rendere concreto questo impegno sarà l’istituzione di una équipe integrata Diocesi-ASL per la prevenzione delle dipendenze patologiche, che avrà carattere multidisciplinare e sarà composta da figure con competenze complementari: un sacerdote, un medico, uno psicologo, un educatore socio-pedagogico e un referente della linea progettuale dedicata alle dipendenze. A questa équipe spetterà il compito di organizzare un incontro preliminare di condivisione, coordinare e calendarizzare i percorsi formativi, curare la formazione degli operatori e degli educatori, promuovere attività di supervisione e monitoraggio e realizzare un evento conclusivo di restituzione e diffusione dell’esperienza alla comunità.
Il Protocollo, inoltre, dedica un’attenzione particolare a coloro che operano nell’accompagnamento dei nubendi e dei gruppi famiglia, riconoscendo l’importanza di offrire anche in questi ambiti una corretta informazione scientifica sulle dipendenze patologiche e un sostegno alla maturazione delle competenze coniugali e genitoriali. Si tratta di un passaggio molto significativo, perché mostra come la prevenzione venga intesa non in maniera riduttiva o emergenziale, ma come un investimento ampio sulla qualità delle relazioni, sulla maturità affettiva e sulla responsabilità educativa degli adulti.
Va poi sottolineato che questa iniziativa si inserisce in una linea di buone pratiche già sperimentate in altri territori, dove la collaborazione tra realtà ecclesiali, istituzioni civili e servizi sanitari si è rivelata uno strumento efficace per affrontare situazioni di vulnerabilità e di disagio sociale.
La firma del Protocollo tra Diocesi di Aversa e ASL Napoli 2 Nord assume dunque un significato alto per il territorio: è il segno di una comunità che sceglie di non restare spettatrice di fronte alle nuove forme di fragilità, ma di attivarsi in modo condiviso, serio e competente. In un tempo in cui molte dipendenze si alimentano nella solitudine, nella disinformazione, nella fragilità dei legami e nell’impoverimento educativo, questo accordo afferma con forza che la prevenzione nasce dall’alleanza, dalla formazione delle coscienze, dalla cura delle relazioni e dalla presenza di adulti significativi capaci di accompagnare.
#ASLNapoli2Nord #DiocesiAversa #Prevenzione #DipendenzePatologiche #BenessereComune #SalutePubblica #LavoroDiRete #InsiemeSiPuò







