Verso un cammino interiore… Convegno Cdal con Suor Elena Troiano

La condizione umana spesso paragonata ad un lungo cammino, iniziato dalla nascita e benedetto dal battesimo, è sempre oggetto di analisi antropologiche e filosofiche, sociali ed ambientali, storiche soprattutto per il momento complesso che attraversiamo, in cui sembra del tutto smarrita l’umanità.
“Chi siamo, dove andiamo”? Facciamo fatica a prevedere un futuro attendibile, preferiamo il “ tutto e subito” con il timore di perderlo, alimentando così le ansie ed i timori che diventano ostativi ad un vita piena. L’oggettività di analisi talvolta preconfezionate e ripetute stancamente ci allontana dal punto focale dell’esistenza, in cui dovrebbe costituirsi un’armonia tra “ corpo, anima e spirito” di cui siamo stati concepiti. Il mito classico del Giano bifronte è attraente, nel giudicare gli altri e le altrui vicende, ignorando il proprio fardello sulle spalle. L’ accanimento a conservare l’immagine giovane del corpo giova più alla chirurgia estetica che al vanitoso Narciso che si vede bello anche se plastificato. Se la stessa attenzione dedicata al corpo la rivolgessimo all’anima, che di rughe potrebbe averle, non sarebbe un investimento migliore? Quella vocina interiore parla e torna insistentemente, non di solo pane vive l’uomo, vediti nudo davanti a te stesso con tutto il peso delle fragilità e dei dubbi, dell’essere sospeso tra l’umano ed il divino, pur restando fermo. La Bellezza autentica è nel cuore di chi cerca affannosamente l’intimo rapporto con quel Dio “ che atterra e suscita”, che sovviene al grido disperato di chi soffre nel corpo e nell’anima. Quel Gesù nella notte del Getsemani lasciato solo, nell’attesa tragica, appare nella sua radicale umanità: con lui c’è tutta l’umanità sofferente, non è la notte di Dio ma la notte degli uomini nell’esperienza del tradimento e dell’abbandono. E’ proprio a partire da questa notte che la testimonianza della verità acquista il suo valore. Il cammino verso la propria interiorità è complicato, una discesa verso l’abisso del cuore, nel silenzio assoluto dell’incontro con il se’ fin troppo zittito che chiede voce. Scendere per poi risalire con la forza dello Spirito che infiamma e sostiene con rinnovata speranza la fiducia nelle fede, nella vita che mettiamo nelle mani di Dio, come san Carlo Acutis “ Non io, ma Dio”.
Suor Elena Troiano, invitata dalla Consulta dei laici della Diocesi di Aversa, ci ha condotto in un viaggio nell’interiorità del credente con garbata autorevolezza e appassionato racconto della sua esperienza vocazionale rivolgendo un invito ai presenti ad ascoltare i giovani, con le loro richieste di testimoni credibili in un mondo…da rifare!
“ Mettete fiori nei vostri cannoni” cantava il complesso dei Giganti vari anni fa, questo leit motiv ci appartiene ancora!

Maria Luisa Coppola