Un centinaio di docenti del territorio all’udienza di sabato scorso, 25 aprile 2026, in occasione del III Meeting nazionale IRC

Gli insegnanti di religione della diocesi incontrano Papa Leone XIV

“Voi rendete accessibile alle nuove generazioni, nel pieno rispetto della libertà di ciascuno, ciò che altrimenti potrebbe restare incomprensibile e vago, mostrando come la vera laicità non escluda il fatto religioso, ma anzi ne sappia fare tesoro quale risorsa educativa”.

Parole cariche di senso e gratitudine quelle che Papa Leone XIV ha rivolto ai seimila insegnanti di religione accorsi a Roma sabato scorso, 25 aprile 2026, in occasione della giornata conclusiva del 3° Meeting nazionale  promosso dal Servizio Nazionale per l’insegnamento della religione cattolica.

All’udienza con Santo Padre tenutasi nell’Aula Paolo VI hanno preso parte anche un centinaio di insegnanti di religione provenienti dalla nostra diocesi di Aversa, che hanno espresso entusiasmo per l’arricchimento umano e spirituale ricavato dall’incontro con Papa Prevost.

L’incontro ha avuto per tema “Il cuore parla al cuore. L’IRC laboratorio di cultura e dialogo”, riprendndo la celebre frase di San John Henry Newman, di recente proclamato patrono del mondo educativo proprio da Papa Leone XIV. Il vostro servizio, ha aggiunto il Sommo Pontefice, “costituisce un elemento indispensabile di quell’alleanza educativa di cui oggi c’è tanto bisogno”. È attraverso l’insegnamento, infatti, che si possono “aiutare i ragazzi a riconoscere una voce che in realtà già risuona in loro, a non seppellirla, né a confonderla con i rumori che li circondano”.

“Papa Leone ha colto nel segno quando ha sottolineato come gli alunni non abbiano bisogno di risposte preconfezionate, ma di vicinanza e onestà da parte degli adulti, specialmente in una fase delicata del loro cammino di crescita, una fase nella quale affrontano le grandi domande della vita”, ha affermato don Crescenzo Molinaro, responsabile del servizio diocesano per l’insegnamento della religione cattolica.

Fare scuola, ha poi osservato il Santo Padre, “significa formare le persone all’ascolto del cuore, e con ciò alla libertà interiore e alla capacità di pensiero critico, secondo dinamiche in cui fede e ragione non si ignorano, né tanto meno si oppongono, ma sono compagne di viaggio nella ricerca umile e sincera della verità”, e l’uomo “non può vivere senza verità e significati autentici”.

“Dalla giornata di sabato usciamo sicuramente rinnovati e fortificati nel desiderio di incarnare al meglio la nostra missione educativa – conclude don Crescenzo –  e resta scolpito nei nostri cuori l’incoraggiamento del Papa a perseverare in questo impegno”.

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