Panorami mozzafiato, natura corroborante, luoghi d’arte e cultura millenari: questi gli ingredienti del fine settimana nel Sannio organizzato dal Servizio diocesano per la Promozione della Spiritualità in collaborazione con l’Associazione Chebenvenga. Per il secondo anno, dopo il pellegrinaggio giubilare in territorio laziale tra l’abbazia di Casamari a Veroli (FR) e il Santuario della Madonna della Civita ad Itri (LT), c’è stata l’occasione di apprezzare la meraviglia di posti significativi per la loro spiritualità e bellezza artistica.
Le mete prescelte sono state Benevento, Sant’Agata dei Goti e Pietrelcina con motivi di interesse molteplice. I musei del capoluogo Sannita sono uno scrigno prezioso che copre diversi secoli di storia di una città che è stata un punto di riferimento per il meridione d’Italia e non solo. Quella di Benevento infatti è una delle Arcidiocesi più antiche del mondo. Il Museo diocesano in particolare testimonia la lunga storia dell’area a partire addirittura dal VI millennio a.C. per proseguire in età romana e medievale e racconta la vita della Comunità cristiana attraverso il patrimonio culturale esposto. Nel percorso espositivo è raccontata anche la drammatica vicenda dei bombardamenti che hanno ridotto in macerie la Cattedrale romanica dei secoli XII-XIII sulla quale è stata poi ricostruita quella attuale che conserva testimonianze della vita di San Gennaro Patrono di Napoli e dell’ordinazione di San Pio da Pietrelcina. Il museo raccoglie altri reperti preziosissimi dell’attività religiosa e civile della comunità. Altra interessante tappa il Museo Ianua dedicato alle suggestive leggende delle Ianare. Tra superstizioni, riti ancestrali e saperi atavici, si è scoperta la funzione oscura e a volte utile di donne che tramandavano pratiche mediche empiriche ma spesso efficaci che hanno poi trovato ragione e spiegazione nel progresso scientifico (come ad esempio l’utilizzo di bava di lumaca per trattamenti dermatologici ed estetici). Benevento è anche città natale di Giuseppe Moscati medico Santo, titolare di una solida devozione.
Le visite sono proseguite a Sant’Agata dei Goti con un altro itinerario ricco di spunti da scoprire o riscoprire: dalla Chiesa di Santo Menna, con il pavimento musivo più antico nel suo genere dell’Italia Meridionale e l’affascinante storia delle reliquie del Santo, alla Cattedrale di origini romaniche poi completamente ristrutturata in stile barocco nel corso del Settecento ma che conserva ancora tracce di un passato lontano, come testimoniato dalla cripta dove le numerose volte poggiano su colonne di spoglio, tutte diverse tra loro, mentre alle pareti sono ancora visibili tracce di affreschi del XIV sec. Dello stesso periodo sono parte degli affreschi visibili all’interno della Chiesa della SS. Annunziata, un complesso che, seppur rimaneggiato nel corso dei secoli conserva la sua anima gotica e la sua semplicità architettonica, offrendo uno spaccato di sontuosa bellezza, con il Giudizio Universale in controfacciata del XV secolo. Il tutto impreziosito dai richiami alla spiritualità di Sant’Alfonso Maria de Liguori che fu vescovo di quella diocesi dal 1762 al 1775, già avvocato all’età di 16 anni, poeta, scrittore, mistico e missionario, proclamato santo nel 1839, promotore di attività sociali e formative al servizio dei fedeli bisognosi, fondatore della Congregazione dei Redentoristi, noto anche per aver diffuso i famosissimi canti natalizi, Quanno nascette Ninno e Tu scendi dalle stelle. È stato possibile ammirare la stanzetta in cui ha vissuto e oggetti da lui posseduti, come testi e elementi del corredo liturgico.
Il fine settimana si è chiuso con la visita a Pietrelcina con un excursus sulla vita e le opere di San Pio e la celebrazione al Santuario di Piana Romana. Sarebbe lungo citare tutti i particolari degni di nota ma è certo che i partecipanti all’iniziativa, tra cui i collaboratori del Servizio diocesano per la Promozione della Spiritualità e i membri di alcuni dei gruppi famiglia animati in alcune parrocchie della diocesi, hanno registrato la sensazione unanime di una esperienza appagante, cui non sono mancati momenti di riflessione, preghiera e convivialità tra musica, cinema e prelibatezze gastronomiche! Un’ultima annotazione sembra opportuna per sottolineare la competenza e la passione con le quali le guide hanno condotto le visite. Grazie a loro è stato possibile aver dimostrazione dell’inestimabile valore del patrimonio artistico e culturale che l’Italia conserva e che alimenta anche la ricerca di spiritualità.
















