L'Abbazia di San Lorenzo Fuori Le Mura ha ospitato il convegno organizzato dall'Unione Giuristi Cattolici Italiani (UGCI), sezione "Vittorio Bachelet"

​Aversa, il ricordo del Beato Rosario Livatino: Giudice e Testimone per l’Oggi

“Giudice e testimone attuale”, ma anche uomo fedele ai valori del Vangelo: è questo il ritratto del beato Rosario Livatino emerso ieri, lunedì 4 maggio 2026, nel corso del convegno organizzato ad Aversa dall’Unione Giuristi Cattolici Italiani (UGCI), sezione “Vittorio Bachelet”, in occasione del 36° anniversario del martirio del giovane magistrato assassinato dalla mafia il 21 settembre 1990.
L’intenso momento di riflessione e spiritualità si è tenuto presso l’Abbazia di San Lorenzo Fuori Le Mura ed è stato aperto con la liturgia dei Vespri presieduta da Mons. Angelo Spinillo, Vescovo di Aversa.
“I martiri come Rosario Livatino sono chiamati ad offrire la propria fedeltà nel momento più difficile, segnato dal tormento del dubbio e dell’incertezza, dalla prepotenza e dalla prevaricazione”, ha affermato Mons. Spinillo. “Ma anche nelle difficoltà siamo certi della presenza di chi ci chiama a camminare nella terra dei viventi. Nessuno decide di intraprendere la strada del martirio, eppure l’Agnello offre la sua vita perché tutta l’umanità possa conoscere la ricchezza di vita nuova: è questo il seme che muore e che porta buon frutto.”
Moderati dall’avv. Antonia Magnotta, presidente della sezione aversana dell’UGCI, i lavori sono proseguiti con la video testimonianza di mons. Giuseppe Livatino, della postulazione della Diocesi di Agrigento, che ha riportato dettagli della causa di beatificazione, sottolineando la coerenza assoluta tra fede e professione.
Nel suo intervento, centrale per dettare i temi del dibattito, è emersa con forza la dimensione spirituale di Livatino, proclamato Beato da Papa Francesco nel 2021: la sua vita, segnata dall’acronimo S.T.D. (Sub Tutela Dei), è stata ricordata non solo per l’eroismo del sacrificio finale, ma soprattutto per la fedeltà quotidiana ai valori del Vangelo e della giustizia.
“La sua vita è stata all’insegna della ricerca della luce, fondendo in maniera esemplare la propria dimensione professionale e quella spirituale”, ha osservato il dott. Domenico Airoma, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord e Vice Presidente del Centro Studi Livatino. Airoma ha tratteggiato il profilo di un magistrato che ha saputo coniugare la fermezza istituzionale con un’umanità profonda, ricordando come per Livatino il giudicare non fosse mai un atto di condanna fine a se stesso, ma un percorso volto alla redenzione della persona. “Come credenti”, ha aggiunto il Procuratore, “è importante reclamare uno spazio nella vita pubblica: non bisogna mai perdere di vista un livello trascendente e superiore a cui tendere nel nostro impegno terreno”.
“C’è un’immagine troppo statica della santità”, ha rimarcato mons. Angelo Spinillo nell’intervento che ha chiuso il convegno. “Vivere la santità invece significa non porsi limiti, essere capaci di guardare con coraggio alle situazioni della vita. Nella sua fedeltà alla ricerca della verità sta la santità di Rosario Livatino, che col suo esempio ci incoraggia a proseguire il cammino”.

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