Si è concluso con un messaggio di profonda speranza l’incontro celebratosi questa mattina, mercoledì 4 febbraio 2026, presso il Complesso Monumentale di San Francesco, in occasione della Giornata Internazionale della Fratellanza Umana.
L’evento, giunto alla sua seconda edizione e organizzato dall’I.C. “Domenico Cimarosa” di Aversa, ha trasformato lo storico Chiostro in un laboratorio di dialogo vivo.
Protagonisti assoluti sono stati gli studenti, che attraverso il percorso “A piccoli passi” promosso dalla Diocesi, hanno indicato la fratellanza non come un concetto astratto, ma come una pratica quotidiana necessaria e urgente.
La rete scolastica, rappresentata dagli Istituti Comprensivi di San Marcellino, Carinaro e dal “Novio Atellano” di Frattaminore, ha dimostrato come la scuola possa essere il primo baluardo contro la “disumanità che avanza”.
Il cuore della mattinata è stato il confronto tra il Vescovo di Aversa, Mons. Angelo Spinillo, l’Imam di San Marcellino Nasser Hiddouri e il missionario comboniano Padre Daniele Moschetti, che hanno ribadito il valore del “Documento sulla Fratellanza Umana” firmato nel 2019 da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar, evidenziando come la pace si costruisca partendo dal riconoscimento dell’altro come fratello.
“Chi non conosce l’altro, non conosce nemmeno se stesso e la propria religione”, ha affermato Nasser Hiddouri nell’introdurre il suo intervento. “Il vero insegnamento per costruire il dialogo e la lace è sentire la necessità di aprirsi e accogliere chi è diverso da te. La festa del pane che ci inventammo anni fa a San Marcellino ci ha permesso di abbattere un muro tra le differenze. Mi auguro che mons. Spinillo possa restare nella nostra comunità anche quando terminerà il suo mandato, proprio come avvenne con il caro mons. Nogaro: entrambi hanno dato tanto al territorio nell’impegno all’accoglienza, all’integrazione e all’ascolto reciproco”.
“Papa Francesco ci ha fatto un dono bellissimo con la sua Enciclica ‘Fratelli Tutti’, che ha aperto il cuore a ognuno di noi, chiamandoci a spezzare il pane con il prossimo”, ha osservato Padre Daniele Moschetti. “A Castel Volturno convivono persone di ben novantadue nazionalità diverse, il rischio più facile è l’insorgenza del pregiudizio che può uccidere il sogno. La sfida è cogliere la bellezza della diversità culturale e religiosa perché nessuno si salva da solo, non dimentichiamolo mai. La fratellanza parte dal cuore, è questo che ci fa comprendere che l’umanità è una e che rende possibile riconoscere nel prossimo un amico”.
“Chi è ricco resta sempre un po’ chiuso in difesa della sua ricchezza. San Francesco invece scelse di essere povero”, ha detto mons. Angelo Spinillo rivolgendosi agli alunni, “perché voleva essere amico di tutti, per essere libero di poter vivere la fraternità. Gesù nel vangelo ci dice: Beati i poveri in spirito. Così era San Francesco, che era libero di dialogare con tutti. E così beati sono anche gli operatori di pace perché saranno chiamati figli di Dio. Gesù ci insegna una via nuova che ci fa essere in fratellanza con tutti. Ci auguriamo di essere sempre liberi e in fraternità. Buon cammino”.
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