“Gesù, luce per il mondo, apre gli occhi all’umanità cieca dalla nascita: noi cristiani siamo chiamati a vedere ciò che altri non vedono e a diffondere pace e fraternità nel cammino di ogni giorno”

Quarta Domenica di Quaresima 2026, il commento di Mons. Angelo Spinillo

Nella quarta domenica del tempo di Quaresima, Gesù si presenta come colui che è luce per il mondo, che apre gli occhi a quella umanità che è cieca dalla nascita.
“È significativo come la persona guarita da Gesù venga poi attaccato dagli altri perché afferma di vedere: questa espressione si ritrova spesso nella vita delle persone che hanno fatto l’esperienza che le ha portate alla conversione”, ci dice mons. Angelo Spinillo nello spezzare la parola del prossimo 15 marzo 2026. “Vedere ciò che altri non vedono è proprio dei cristiani, perché siamo chiamati a guardare con gli occhi di Gesù, che è la nostra luce, illumina ogni cosa e ci permette di conoscere il bene secondo la sua volontà”. Ecco perché il cristiano sarà sempre colui che “vede in ogni situazione un’occasione per far crescere il bene, per diffondere la pace, per essere partecipe di fraternità con tutta l’umanità, in tutte le situazioni della vita e del cammino di ogni giorno”.

 

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