“Idealmente offro a tutti voi il ramo di ulivo: in esso riconosciamo la presenza di Gesù, umile re di pace, che viene ad offrire se stesso perché l'umanità possa aprirsi al bene”

Domenica delle Palme 2026, il commento di Mons. Angelo Spinillo

Il cammino del tempo della Quaresima, tempo privilegiato di ricerca e di speranza di vita nuova, è arrivato alla sua conclusione. “Siamo ora nei giorni santi della Pasqua e il tempo che abbiamo vissuto ci ha chiesto di essere attenti a cercare la verità a vivere in dialogo con Dio”, ci dice mons. Angelo Spinillo.
In questa Domenica, detta delle Palme, ci scambiamo il ramo di ulivo in segno di pace, ricordando che Gesù è entrato in Gerusalemme come mite re di pace.
“E allora comprendiamo perché Gesù dice ai suoi discepoli che va a Gerusalemme per mangiare la Pasqua, per essere cioè colui che si nutre della presenza di Dio, che nel mangiare la Pasqua spezza il pane e condivide il calice come segno di nuova ed eterna alleanza. È l’umanità nuova – aggiunge il vescovo di Aversa – l’umanità che vive veramente in dialogo con l’amore di Dio e quindi in fraternità con il mondo intero. Idealmente offro a tutti voi il ramo di ulivo perché in questo ramo possiamo riconoscere la presenza di Gesù, umile re di pace, che viene ad offrire se stesso, a portare il peso di tutta quanta l’umanità perché possa aprirsi al bene ed essere davvero operatrice di pace”.

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