“Gesù che risuscita i morti ci annunzia la misericordia di Dio, che libera l'umanità dal più terribile dei suoi limiti, aprendola a ciò che non si misura e che è davvero pienezza di comunione con la vita”

Quinta Domenica di Quaresima 2026, il commento di Mons. Angelo Spinillo

Siamo soliti dire che la Quaresima è un cammino, “un cammino che si modella su quello fatto dal popolo di Israele, che esce dalla schiavitù di Egitto per andare verso la terra promessa”.
Per noi, ci dice mons. Angelo Spinillo nello spezzare la parola di domenica 22 marzo 2026, “la terra promessa è la pienezza del bene: un cammino di liberazione, dunque, che apre l’umanità a orizzonti nuovi”.
In questa che è la quinta domenica del tempo di Quaresima, la contemplazione di Gesù che risuscita i morti “ci annunzia la misericordia di Dio che libera l’umanità dal più terribile dei suoi limiti, la morte stessa”.
La morte di Lazzaro, aggiunge il vescovo di Aversa, “sembra porre fine ai suoi giorni, ma non alla pienezza della vita nell’eternità, che si avverte tutte le volte che sentiamo di poter amare il bene in una dimensione che va oltre il tempo e oltre le circostanze”.
“Sorella morte – avrebbe detto San Francesco di Assisi – invitandoci a vivere ogni momento della nostra esistenza come un dialogo con l’eternità e a sentire anche quel momento finale dei nostri giorni sulla terra come ciò che ci apre a ciò che non si misura, ma a ciò che è davvero pienezza di comunione con la vita, con la vita eterna, con la vita di Dio nostro Padre”.

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