La tradizione della Chiesa ci insegna a vivere la Quaresima come un cammino verso la terra promessa, quella terra promessa che – ci ricorda mons. Angelo Spinillo nello spezzare la parola della seconda domenica del tempo di Quaresima – “per noi cristiani significa l’essere l’umanità nuova con Cristo”.
È una terra promessa, dunque, che si realizza in qualsiasi parte del mondo: “la storia della Chiesa ci insegna che, dovunque c’è stato un sovrabbondare di peccato e miseria dell’umanità, tanti fratelli e sorelle guidati dalla luce del Vangelo hanno portato abbondanza di bene”.
Se la quaresima è un cammino, aggiunge il vescovo di Aversa nel suo commento alla parola del primo marzo 2026, allora “Abramo è il modello di un’umanità che esce dallo spazio limitato del suo vivere quotidiano per mettersi in cammino e sperare di poter realizzare il popolo alleato di Dio”.
E allora non ci stanchiamo di guardare a questo desiderio di essere umanità nuova, “in questo ci incoraggia l’Apostolo Paolo, che ci invita ad essere fiduciosi nella grazia che il Signore dona all’umanità. Ecco la terra promessa verso cui siamo in cammino: il poter vivere nella grazia, cioè nella gratuità del bene e di quell’amore alla vita che ci fa essere sempre protagonisti di una storia di carità, di generosità, di vera fraternità tra gli uomini”.
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