“Gesù sale al cielo al compimento della sua missione e ne annuncia un’altra ai suoi discepoli: con il dono dello Spirito, li manda ad immergere l’umanità intera nella grazia della vita nuova”

Ascensione del Signore 2026, il commento di Mons. Angelo Spinillo

“È salito al cielo siede alla destra del Padre”. Così recitiamo nel Credo, quando annunziamo l’Ascensione al cielo di Gesù che, 40 giorni dopo la Pasqua, conclude la sua presenza sulla Terra. “È il compimento pieno della sua missione”, ci dice mons. Angelo Spinillo nello spezzare la parola di domenica 17 maggio 2026.
“Ma Gesù affida un’altra missione ai suoi discepoli: andare nel mondo, predicare il Vangelo, immergere l’umanità nella grazia che il Signore è venuto a donarci”. Gesù, dunque, annunzia in maniera definitiva il regno di Dio nel cuore dell’umanità, e il dono dello Spirito Santo che “trasforma pienamente i discepoli, rendendoli capaci di condividere la grazia di Dio col mondo intero. Ecco allora che Egli sale al cielo e lascia a noi questa missione intensa, gioiosa: la missione di chi ha incontrato la vita nuova e la condivide con tutta quanta l’umanità”.
Così, conclude il vescovo di Aversa, l’Apostolo Paolo nella seconda lettura ci invita a contemplare la presenza del Cristo che siede alla destra del Padre: “A Lui sono sottoposte tutte le forze, le potenze, le dominazioni: nella sua carità soltanto noi confideremo, perché è questo che salva davvero l’umanità”.

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