“L’annunzio della Pasqua e della risurrezione del Cristo Signore continua a risuonare nella nostra anima, nella nostra vita”. È l’annunzio, ci dice mons. Angelo Spinillo nel commentare la parola della Terza Domenica del Tempo di Pasqua, che trasforma tutto il nostro vivere.
Nel brano del Vangelo di Luca di domenica prossima, 19 aprile 2026, ci viene proposto il racconto dei due discepoli di Emmaus, “scoraggiati dalla conclusione di quel cammino che essi speravano avrebbe potuto dare una vita nuova al popolo di Israele, finito invece miseramente sul Calvario”.
Ma nel gesto dello spezzare il pane di quello straniero, essi “riconoscono il gesto di Gesù e la verità della sua risurrezione: questo trasforma la loro delusione in entusiasmo e fiducia, in coraggio e speranza, nella voglia di condividere con i fratelli la grazia dell’incontro con il Cristo risorto”.
E questo, aggiunge il vescovo di Aversa, vale anche per noi: “Voglia il Signore che il mondo di oggi possa riconoscerlo attraverso il nostro essere testimoni: annunciare la sua Risurrezione è tutto il bene che noi possiamo seminare nel mondo come pane che si spezza per la fame di tutti i fratelli”.
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